Risultati questionario indagine bisogni sociali nel VCO

La Fondazione Comunitaria del Vco, in collaborazione con il Fondo Giovanni Alessi Anghini, ha promosso un'indagine conoscitiva per verificare quali siano, nel settore dei servizi sociali, le reali necessità del nostro territorio, al fine di poter sempre meglio rispondere ai bisogni della nostra popolazione, in particolare delle fasce più fragili.

Il questionario verteva in particolare a conoscere quali fossero i bisogni percepiti nei settori dell'infanzia, delle persone non autosufficienti, di quelle con disabilità, di profughi e migranti, del mondo scolastico e delle famiglie disagiate.

 

Indagine sui bisogni sociali e sviluppi possibili

Abstract

 

Cosa

L’indagine condotta, con il contributo di Fondazione Comunitaria del VCO e il Fondo Giovanni Alessi Anghini, si poneva come obiettivo quello di comprendere in maniera più chiara i bisogni e le problematiche del territorio del VCO, in termini di servizi alle famiglie e servizi offerti ai soggetti svantaggiati. L’intento era quello di rilevare i bisogni sociali di chi vive il territorio e necessita di possibili nuove forme di risposta.

 

Quando

Nei mesi di novembre e dicembre si è provveduto a individuare le modalità di somministrazione dei questionari, effettuando anche una preselezione degli interlocutori privilegiati. È stato poi costruito lo strumento diffuso nei mesi successivi, elaborato anche grazie alle osservazioni e integrazioni proposte dagli esperti coinvolti. La fase operativa di ricerca ha interessato i mesi di Gennaio e Febbraio. Il primo periodo è stato caratterizzato dalle interviste personali con soggetti rilevanti del panorama sociale. Da fine gennaio è stato reso pubblico il questionario che è rimasto online per tutto il mese successivo. Conclusa la fase di raccolta è iniziata la fase di analisi dei dati che ha occupato il mese di Marzo.

 

Come

Metodologia usata per la rilevazione:

 

  1. Colloqui con testimoni privilegiati della realtà sociale territoriale:
  • Regione
  • Provincia
  • Sindacato pensionati
  • Caritas
  • Ciss
  • Anfass
  • Associazione genitori bambini Down
  • Centro impiego  VB
  1. Questionario on-line, rimasto aperto per un 2 mesi circa (312 le risposte)

 

Canali di diffusione del questionario:

  • Newsletter di Fondazione Comunitaria VCO
  • Invio del questionario a tutti i comuni del VCO
  • Invio del questionario alle Pro Loco della Provincia
  • Invio del questionario agli enti e alle associazioni contattate per la prima fase della ricerca.
  • Sponsorizzazione del questionario sui social network (facebook) per una settimana, con una spesa di 7 euro a carico di Fondazione.

Chi

I questionari sono stati compilati da 312 soggetti.

  • 270 privati cittadini (costituiscono la maggioranza delle entità coinvolte)
  • 29 enti non profit
  • 11 enti pubblici
  • 2 enti profit.
  • La zona del Verbano risulta essere quella maggiormente attiva (55% circa degli intervistati). Questo probabilmente anche per i legami già presenti nella zona, con enti e istituzioni.
  • Maggiore difficoltà di diffusione nelle altre zone del territorio, specialmente per l’Ossola (solo 20% intervistati).
  • Alta rappresentanza delle persone sopra i quarant’anni (80% circa). Essi però, costituiscono la fascia di maggiore interesse per possibili interventi
  • Poco coinvolti gli under trenta (sotto il 20%)

Note

  • Si è rilevata una buona disponibilità da parte soggetti che hanno compilato il questionario, quasi un terzo degli intervistati ha lasciato suggerimenti e proposte personali volte a integrare le risposte fornite.
  • A larga maggioranza si riscontra la disponibilità a fornire un contributo economico per usufruire di servizi socio-assistenziali qualificati e considerando il dato espresso per i singoli servizi in quasi tutti prevale tale disponibilità.
  • Le aree evidenziate dai dati raccolti come possibili campi di intervento:

     

     

     

     

    • L’assistenza e l’accudimento delle fasce vulnerabili (bambini, anziani, disabili)
    • Il problema della ricerca di lavoro e l’inclusione lavorativa di soggetti svantaggiati

Alla luce di queste considerazioni vengono formulate le seguenti proposte di sviluppo

 

Conclusioni e possibili sviluppi

Quanto emerso da questa ricognizione può essere funzionale ad orientare l’erogazione di nuovi servizi, ma anche a suggerire potenziamenti e migliorie dell’offerta esistente (sensibilizzando gli attori coinvolti del pubblico e del privato sociale e gli enti di erogazione).

In particolare, il team che si è occupato della ricognizione evidenzia due principali ambiti da considerare per quanto riguarda il possibile potenziamento o il miglioramento dei servizi:

 

  1. Servizi di accompagnamento, a favore di persone in condizioni di vulnerabilità: bambini, persone anziane e persone con disabilità costituiscono le fasce della popolazione con necessità di accudimento e accompagnamento non totalmente soddisfatte. Al momento sembra che tali persone godano dei servizi sanitari e sociali “standard” soddisfacenti, ma appaiono penalizzate nel pieno soddisfacimento dei propri diritti. Si rileva l’assenza di un debito supporto nello svolgimento di attività ordinarie (l’accudimento, l’acquisto di beni di prima necessità, il trasporto…), che comportano costrizioni e disagi, sia per le categorie di persone elencate che per i loro famigliari. Un servizio che si occupi dell’assistenza o di azioni di rinforzo in queste direzioni, in maniera modulare e flessibile, può risultare utile sul territorio.

 

  1. Servizi di inclusione lavorativa per persone in condizioni di disagio. L’agenzia pubblica per l’impiego e le agenzie private rispondono solo parzialmente alle esigenze delle persone al momento non occupate sul territorio del VCO. Gli intervistati esprimono preoccupazione per i giovani che sembrano costretti a dirigersi verso altri mercati, aggravando ulteriormente lo spopolamento del territorio provinciale. Il problema è aggravato dalla carenza di offerte di lavoro rispetto al numero dei soggetti in ricerca. La situazione si complica per le persone con disabilità, migranti o ex detenuti, i quali faticano a trovare canali e opportunità di inserimento nel mondo lavorativo. Emerge la necessità di prevedere servizi integrativi di orientamento, formazione e accompagnamento al lavoro