Cara Casa, per una Quaresima di carità

Insieme, perché insieme si fa meglio, si fa di più.
La Diocesi di Novara e le Parrocchie del Vicariato dei Laghi e dell’Ossola, riunite in un progetto ambizioso e ricco di valore e calore per tutto il territorio.

Cara Casa è il progetto quaresimale promosso in collaborazione con Fondazione Comunitaria del VCO per costruire sul territorio una rete di case e strutture di accoglienza di vario tipo (case famiglie, appartamenti protetti, centri notturni) per “dare un aiuto a quelle famiglie che per la perdita del lavoro non riescono a far fronte all’affitto o alle bollette per la casa”, ha spiegato don Vincenzo Barone, parroco di Domodossola.

Occorre sostenere nuovi modelli di convivenza -le parole di Don Gianmario Lanfranchini, vicario territoriale – che vogliono rappresentare anche una proposta di un nuovo modo di vivere insieme e di risolvere il bisogno di tutti di avere un ambiente familiare. Un progetto caritativo che non risponde solo al bisogno, ma che educa al contesto che nel tempo favorisce l’ uscita dai bisogni. “Cara casa vuol dire un letto pulito, la doccia calda, un servizio gratuito di lavatrice, le cure mediche, un pasto, tutto quello che sa di casa, con l’aiuto nell’immediato al fine di ricostruire percorsi che rendano capaci le persone ad uscire dall’emergenza abitativa. Ecco perché il progetto vuole anche dare “aria di casa” come luogo di ascolto, aperto ad assecondare il desiderio di cambiamento di ogni persona, accompagnando e sostenendo nuovi cammini a livelli personale mentre si condivide con i più poveri lo spazio della csa come luogo di vita e degli affetti. destinatari del modello di accoglienza non sono coinvolti in quello di un semplice dormitorio, vogliamo che siano luoghi da cui la vita riparte in un tempo determinato e scadenzato di accoglienza. Qui -aggiunge don Gianmario – le persone senza dimora di passaggio, quanti sono coinvolti da sfratti e che per i tempi amministrativi si trovano nell’immediato con il problema abitativo, quanti sono convolti nella fase di reinserimento dei progetti pubblici di edilizia popolare, quanti sono indicati dai servizi pubblici per con la necessità di alloggio temporaneo, devono poter trovano un rifugio immediato per dormire al riparo dal freddo e dalle insidie della strada, ma in un contesto di casa dove tornare a prendersi cura di sé e poter trovare in modo adeguato e in un tempo breve la via di soluzione al problema abitativo. Il metodo prevede un colloquio individuale d’ingresso, per rilevare i bisogni dell’ospite e attivare da subito la rete di supporto funzionale al suo progetto di integrazione sociale.  L’equipe di volontari e operatori del Centro di Ascolto affianca la persona nella gestione dei rapporti con i servizi sociali e sanitari del territorio, nelle procedure burocratiche e nella ricerca di un lavoro per recuperare l’autonomia nel mantenimento di una sede più adatta della strada attraverso il tempo di soggiorno determinato nella casa predisposta dal progetto. Oltre ai mesi invernali, la casa rimane aperta tutto il giorno e tutto l’anno, secondo le esigenze del territorio e la domanda dei bisogni. Le case e i centri di accoglienza per dare un rifugio per la notte alle persone senza dimora , devono aiutare e accompagnare le persone che vivono questo disagio come mezzo e non come soluzione definitiva. Dalla risposta a un bisogno, quello del ricovero notturno che per molti che si trovano in mezzo alla strada, Cara Casa punta – in sintonia con il lavoro della Caritas diocesana – a dare un aspetto innovativo del servizio che è rappresentato dall’accompagnamento e dalla costruzione collettiva di obiettivi, attività, regole nel periodo di accoglienza nelle case, secondo processi decisionali basati sulla partecipazione degli ospiti nella gestione del quotidiano e nella cura degli spazi che vivono e condividono


Il progetto prevede, durante la Quaresima e la settimana pasquale, la raccolta delle offerte nelle parrocchie e la donazione di privati al FONDO RETE CARITAS, costituito presso la Fondazione Comunitaria del VCO.

Fondazione Comunitaria del VCO si impegna a raddoppiare ogni donazione del 50%.

 

IBAN FONDO RETE CARITAS: IT28 S033 5901 6001 0000 0000 570

C/C postale n. 1007819913

 

€ 12.020 raccolti (aggiornamento 23 aprile 2019)

GRAZIE!